Sak Yant X-files

1 Apr 2019

INTRODUZIONE

In generale la nostra programmazione social si basa sulla condivisione di ciò che abbiamo appreso e continuiamo ad apprendere sul Sak Yant ispirandoci per una buona parte alle diverse richieste di informazioni e curiosità espresse dalle persone che popolano la nostra community. Una buona parte dei contatti che riceviamo infatti riguarda le richieste di informazioni sui Sak Yant a cui rispondiamo in privato e spesso diamo seguito pubblicamente con degli approfondimenti sui social oppure con degli articoli nel nostro blog.

Data la vastità e l’eterogeneità del panorama odierno dei Sak Yant capita che vengano portati alla nostra attenzione degli yant particolari la cui storia e informazioni non siano semplicissime da scoprire. Al giorno d’oggi, quello che era il ventaglio tradizionale di “amuleti da pelle”, quegli yant destinati ad essere tatuati, si è arricchito con la creazione e rivisitazione di numerosi altri yant che prima d’ora non erano stati concepiti o convertiti a Sak Yant. In altri termini, si potrebbe anche dire che la gamma originale degli yant destinati al tatuaggio sia stata contaminata piuttosto che arricchita.

Abbiamo già accennato in altre sedi al fatto che la dimensione consumistica e lucrativa del Sak Yant abbia contaminato la tradizione al punto che oggi non sia sempre semplice distinguere un Sak Yant “legittimo”, ovvero appartenente alla gamma di yant originariamente creati per essere tatuati, da una rivisitazione di qualche classico o addirittura da una new entry. Questa partita tra tradizione e innovazione, tra conservatori e commercianti vede schierati in campo tutti gli ajarn e i monaci che ogni giorno fanno rivivere questa antica tradizione seguendo ciascuno una determinata via.

Con queste premesse, inauguriamo uno spazio dedicato esclusivamente alle indagini e alle relative incertezze che le accompagnano. Uno spazio riservato alla revisione delle informazioni ottenute sui Sak Yant che saranno oggetto di investigazione. Dato il carattere sperimentale di questo spazio, definiremo meglio in seguito le procedure di aggiornamento sulle piccole ricerche realizzate.

Per quanto riguarda i criteri di esposizione dei contenuti manterremo la discrezione sulle fonti ufficiali dalle quali proverranno le informazioni esposte, in questo modo, si eviteranno possibili situazioni conflittuali tra le diverse fonti interpellate ed eventuali incomprensioni sullo spirito di questa raccolta. Non va mai sottovalutata la notevole barriera linguistica che separa noi sia dai thai che dalla loro conoscenza. Inoltre, considerando che il confronto delle informazioni e lo spirito di indagine non sono sempre visti di buon occhio nella Terra del sorriso, preferiamo adottare un’etichetta di garbata discrezione riguardante le persone che ci hanno aiutato a fare chiarezza sulle nostre curiosità.

– Caso n.1 | 1° pubblicazione 02/04/2019

Yant Phaya Chang San – ยันต์ พญาช้างสาร

Il primo yant che andremo a trattare in questa rubrica è lo yant della testa d’elefante; un Sak Yant imponente e decisamente caratteristico. Lo si vede prevalentemente tatuato dal ginocchio alla tibia oppure dalla spalla al bicipite.

Come tanti altri Sak Yant, anche questo non è tra i più popolari e la penuria di informazioni al suo riguardo ci ha spinto a rivolgerci a cinque esperti sui Sak Yant di cui quattro sono degli Ajarn mentre uno è un grande appassionato dalla comprovata attendibilità. Tutti gli interessati chiamati in causa per aiutarci a far luce su questo affascinante Sak Yant sono thai.

La prima parte della ricerca, ovvero quella fatta sui motori di ricerca, ha prodotto solo risultati in lingua thai senza però dare dei frutti particolarmente soddisfacenti. L’unico dato che abbiamo tenuto in considerazione è stato il post di un Ajarn che sulla propria pagina Facebook mostrava la foto di un Phaya Chang San da lui realizzato indicandone i poteri: auspicio di fortuna economica, sicurezza e uscita dalle situazioni negative.

*Tutte le immagini degli Yant Phaya Chang San sono state prese dal Web e su queste non esercitiamo alcun diritto di proprietà intellettuale.