Il Sak Yant e le sue regole

19 Mar 2019

Là dove l’occultismo incontra ancestrali pratiche tribali, dove l’arte e la magia si fondono, dove il tatuaggio diventa animismo, incontriamo il Sak Yant.

Il Sak Yant, il tatuaggio sacro tailandese, va ben oltre il semplice concetto di tatuaggio. Nonostante questo venga preso talvolta con leggerezza, il tatuaggio yantra è tutto fuorché un gioco per coloro che ci credono veramente. Ricevere un Sak Yant infatti equivale a stringere un patto con delle forze, delle entità soprannaturali che accordano la propria protezione e benedizione alla persona che ne invoca la benevolenza a patto che quest’ultima si impegni a rispettare una serie di precetti e in alcuni casi, dando qualcosa in cambio.

Esistono quindi, secondo le credenze dei thai, delle norme di vita e delle regole di condotta morale da seguire vita-natural-durante per mantenere attiva la benedizione ricevuta e i relativi poteri del proprio tatuaggio sacro. Quelle che vengono ritenute di fondamentale importanza dall’Ajarn o dal monaco vengono palesate nel corso della prima parte del rituale come la conditio sine qua non, ovvero, la condizione senza la quale non si può ricevere il proprio Sak Yant.

Solitamente, i precetti più importanti sono il rispetto della figura materna e più in generale quella dei genitori, il rispetto dei maestri / degli insegnanti e il non tradire la persona con cui si è impegnati e legati sentimentalmente. Infrangere anche una sola di queste regole significa letteralmente spezzare l’incantesimo formulato sul nostro Sak Yant trasformandolo in un semplice tatuaggio decorativo.

La questione delle norme da seguire, indispensabili per la salvaguardia del potere del proprio Sak Yant, inizia a farsi ben più complessa quando ci si deve poi confrontare con quelle che sono effettivamente tutte le altre regole di vita che non vengono elencate assieme a quelle di primaria rilevanza. Va comunque sottolineato che ciascun Maestro sceglie sulla base della tradizione della propria scuola a quali regole far attenere i propri luksit, i propri studenti.

Gli undici comandamenti del Sak Yant

Si dice che gli “undici comandamenti” dei Sak Yant siano stati stilati al Wat Bang Phra, il tempio dei Sak Yant poco fuori Bangkok. Senza entrare nel merito della singolarità di alcune di queste norme, le riportiamo qui di seguito:

  1. Non mangiare né la carambola (il frutto a forma di stella) né i cucurbitacei (zucche, zucchine, ecc.);
  2. Non essere l’amante di qualcuno già sposato;
  3. Non insultare la madre di nessuno;
  4. Non mangiare da un banchetto nuziale o funebre;
  5. Non mangiare gli avanzi di cibo;
  6. Non passare sotto una linea di panni stesi oppure sotto una costruzione/edificio sospeso;
  7. Non passare sotto gli alberi di banana Thani;
  8. Non attraversare i ponti con una sola testa (un solo pilone);
  9. Non sedere sulle urne in ceramica (specialmente se filate o rotte);
  10. Non permettere a una donna di coricarsi al di sopra di te o di sedere sopra di te;
  11. Non strofinarsi contro una blusa o una gonna di una donna con il ciclo.

La comprensione approfondita di queste norme per noi occidentali è oggettivamente complessa in quanto non siamo cresciuti nel medesimo contesto culturale nel quale si sono sviluppate queste stesse regole.

Per rendere meglio l’idea di alcune differenze sostanziali che separano culturalmente un nativo thai da un appassionato della loro cultura potremmo fare due semplici esempi. La regola numero 7 si rifà alla credenza che alcuni fantasmi o spiriti maligni siano soliti alloggiare sugli alberi di banana Thani e che quindi mangiare del cibo contaminato da queste entità inficerebbe il potere dei propri Sak Yant. Ancora, la regola numero 6 invece si riferisce alla possibilità di far passare il proprio capo al di sotto della biancheria intima, magari quella femminile ritenuta particolarmente impura in una società di tendenza maschilista come quella thai.

Al giorno d’oggi sono tanti gli studiosi e i Maestri a convenire che diverse di queste regole siano effettivamente secondarie rispetto al vivere una vita retta e quindi mantenere la benedizione sui propri Sak Yant. Vi è dunque un certo grado di approssimazione e discrezionalità sull’interpretazione di queste regole che solo il Maestro a cui ci si affida può chiarire.

Il nostro personale parere sull’interpretabilità di queste regole è che a parità di autorevolezza tra i diversi Maestri, le raccomandazioni di un Maestro conservatore e tradizionalista siano più attendibili rispetto a quelle di chi perpetua il Sak Yant a fini meramente commerciali.

Dieci precetti di Buddha

Alle 11 regole sopraelencate si legano indissolubilmente poi anche i precetti buddisti, le norme per una vita virtuosa. Essendo il Sak Yant un’espressione animista del buddhismo Theravada praticato in Tailandia, anche questa manifestazione devozionale si lega a dei precetti religiosi equiparabili ai 10 comandamenti della religione cristiana. I precetti buddhisti si rifanno ad una serie di virtù che se praticate condurranno la persona verso la retta via. I devoti thai che ricevono i Sak Yant sanno che il potere del proprio tatuaggio è direttamente proporzionale anche al rispetto di queste 10 virtù:

  1. Proteggere la vita e rinunciare a toglierla;
  2. Praticare la generosità e rinunciare a prendere ciò che non ti è dato;
  3. Rinunciare alla promiscuità sessuale;
  4. Dire la verità e non mentire;
  5. Riconciliare le dispute abbandonando la discordia;
  6. Parlare con gentilezza e non con cattiveria;
  7. Recitare le preghiere piuttosto che fare chiacchiere futili;
  8. Non cedere all’avarizia;
  9. Essere di aiuto al prossimo senza desiderare la disgrazia altrui;
  10. Abbandonare i punti di vista sbagliati in favore della verità.

In comunione con questi precetti per una vita positiva, molti Maestri raccomandano anche la meditazione, la recitazione dei kata, l’acquisizione di meriti attraverso la pratica della carità e il perdono del nemico.

Alla luce di queste informazioni il Sak Yant si può amare ancora di più oppure comprendere che non è proprio il tipo di esperienza che si ricercava.

Ovviamente non è semplice vivere una vita totalmente positiva, ma avere un marchio sulla pelle a monito di un impegno di queste proporzioni e perseguire valori di pace e amore sicuramente concorre far sì che ognuno di noi possa sentirsi supportato nel proprio cammino verso il miglioramento di sé e del mondo che lo circonda.